«mani rosse» sui muri, colti sul fatto


 
Blitz della polizia in via Madonna della Neve: tre giovani anarchici sorpresi a imbrattare Si filmavano con una videocamera: le riprese ora li incastrano anche per azioni precedenti
 
Sono stati colti con le mani nel sacco. O meglio, in questo caso, con le «mani rosse». Si tratta di tre giovani bergamaschi, due ragazzi e una ragazza, vicini all'area anarchica già protagonista di occupazioni di edifici in città e manifestazioni contro le carceri. La polizia li ha sorpresi mentre, nel cuore della notte, imbrattavano un muro in via Madonna della Neve con le misteriose «mani rosse», che da qualche settimana avevano fatto la loro comparsa su pareti di edifici e cartelli stradali, in buona parte della città. Nella Fiat Seicento che utilizzavano per spostarsi - intestata alla madre di uno dei tre - la polizia ha trovato numerosi indizi: dallo stampo usato per le «manine» a macchie di vernice. I tre avevano persino una telecamera con cui si filmavano durante la loro performance. Filmati che, a questo punto, li incastrerebbero anche per precedenti imbrattamenti. Tra questi, quella di alcuni giorni fa sui muri di Colognola.
 
COLTI SUL FATTO I presunti autori sono stati dunque individuati e, per loro, è partita una denuncia a piede libero per imbrattamento. A finire nei guai per le «manine» dipinte sui muri sono stati due ragazzi di 22 e 25 anni, di Bergamo, e una ragazza di 27, milanese ma residente a Gorle. Tutto è accaduto nella notte fra lunedì e ieri, in via Madonna della Neve. Erano circa le 3,40 quando la centrale operativa del 113 ha ricevuto la segnalazione della presenza degli imbrattatori, che stavano disegnando manine con la bomboletta spray sulla parete dell'edificio dell'Italcementi. In pochi minuti sul posto è arrivata una volante della polizia: gli agenti hanno sorpreso e bloccato i tre ragazzi. Avevano con loro 6 bombolette di spray colore rosso, con 13 tappini, e uno stampo di plastica a forma di «manina». Un altro stampo sarebbe stato trovato nell'auto, insieme a macchie di vernice.
 
LE VIDEOCAMERE Tra i particolari più singolari della vicenda, c'è che i tre si riprendevano con una videocamera, durante le operazioni di imbrattamento. L'altra notte in via Madonna della Neve stavano utilizzando però lo stesso nastro che avevano già usato per precedenti azioni: così, oltre ad essere accusati di imbrattamento in via Madonna della Neve, hanno fornito alla polizia la documentazione necessaria per accusarli anche di altri blitz. Per ora vi sarebbe almeno anche quello compiuto a Colognola. I filmati sono comunque al vaglio della Digos, così come le riprese delle telecamere a circuito chiuso dell'Italcementi, che ritraggono i giovani in azione.
 
SCIOLTO IL REBUS Sembra farsi luce anche sul significato misterioso delle «manine»: rappresenterebbero le mani dell'Occidente «imbrattate di sangue per la guerra», almeno secondo quanto emerge da alcune letture in ambienti vicini all'area anarchica. Ma non vi sono conferme da parte degli investigatori. Quel che è certo è che anche in altre città sono comparse le «mani rosse» - ad esempio a Torino - e questo dimostrerebbe la natura «organizzata» dell'iniziativa.
 
LE ZONE In città le «mani rosse» si trovano, oltre che in via Madonna della Neve, ad esempio anche in via Longuelo, in via Lochis, rotonda Locatelli, via Carducci, Borgo Palazzo, Frizzoni, sulla facciata della caserma Montelungo, via Suardi, rotonda del Galgario, a Colognola, ma anche in Città Alta, lungo la Corsarola.
 
QUERELE Negli uffici della Questura stanno piovendo denunce da parte di privati cittadini, che hanno avuto i muri imbrattati, e da parte di commercianti che si sono ritrovati le «mani rosse» sulle vetrine, e intendono chiedere i danni.
 
IN CITTÀ ALTA Qui i commercianti che si sono ritrovati i muri imbrattati hanno risposto con un provocatorio volantino con la scritta: «Codardi e pure stupidi. Rovinate la città che (purtroppo) è anche vostra». La vicenda delle «mani rosse» è sentita fra i cittadini, tanto che i commenti non si sono fatti attendere: «Congratulazioni - scrive un lettore del sito Web de L'Eco di Bergamo - al cittadino che ha dato l'allarme e alle forze dell'ordine che hanno sorpreso i vandali. Che ripuliscano tutto».
 
(L'Eco di Bergamo)