Arriva dalla rete la solidarietà per i ragazzi pizzicati con le mani ella vernice. Su un blog è apparso il memoriale degli autori delle “mani rosse” e una lettera aperta di solidarietà ai tre, che saranno processati domani. Lettera che rivendica la dignità e l’essenza dell’arte di strada, che deve essere «partecipazione, affermazione di sé, rifiuto di appiattirsi ai dettami stringenti dell’omologazione di massa». Il mistero delle “mani rosse” era esploso nel giugno 2006: avevano cominciato ad apparire a decine, disegnate con spray, sui muri della città. Ipotesi fantasiose su autori e motivazioni del gesto sono spuntate per settimane sulla bocca dei comuni cittadini e sulle pagine dei giornali. Fino alla rivelazione finale, affidata al blog: «Alcune performance dei misteriosi autori delle stesse mettevano in relazione il simbolo seriale delle mani rosse con la frase “tana libera tutti”, frase che rimanda al più classico e universale dei giochi infantili: guardie e ladri. Ogni mano rappresentava quindi la cosiddetta “tana”, su cui ognuno e ognuna di noi, in tenera età, ha appoggiato la propria mano chissà quante volte. Così sappiamo che raggiungere la “tana” e gridare “per tutti” equivale a liberare, oltre a sé, anche tutti gli altri “ladri” in fuga. Ecco allora spiegato l’enigma: le mani rosse racchiudono una innocente ed elementare richiesta di libertà». Questa la versione ufficiale della storia, data dal blog “Tana libera tutti, la cospirazione delle mani rosse” (manirosse.noblogs.org), che contiene anche la versione integrale della lettera di solidarietà ai tre autori (o ai soli tre sorpresi in flagrante dalle forze dell’ordine), con la possibilità di firmarla. E non manca la polemica: «Il Comune di Bergamo il 18 settembre è parte civile in un processo contro la performance di stencil art delle mani rosse – spiega il sito - mentre due giorni dopo fornirà il suo patrocinio alla manifestazione di stencil art della Traffic Gallery che si svolgerà alla Gamec il prossimo sabato». E ancora: i primi a firmare la lettera aperta sono proprio gli artisti di strada che esporranno alla Galleria di arte moderna e contemporanea: «Le loro firme – continua il blog - sono particolarmente importanti perché riaffermano la natura “di strada” di questo fenomeno artistico, che, pur attraversando anche le gallerie d’arte di mezzo mondo, rimane tutt’oggi relegato ai margini della legalità”. Tra coloro che hanno espresso pubblicamente solidarietà ai ragazzi che domani affronteranno il giudice anche i Wu Ming, nome collettivo che riunisce cinque scrittori bolognesi autori, fra gli altri, di Qe di Manituana. Gli stessi avevano già mostrato interesse per un altro esperimento orobico di guerriglia culturale: le famose scritte “052” che ai tempi del sindaco Veneziani avevano denunciato la presenza, per qualcuno invadente, della videosorveglianza nel centro cittadino.
(DNews Bergamo)