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Domenica 8 marzo 2009, presso il Dauntaun dello spazio pubblico autogestito Leoncavallo, in via Watteau a Milano, una serata Punk Hardcore di Freego a sostegno della cospirazione delle Mani Rosse e delle spese legali degli ormai famosi Qui, Quo e Qua.. E’ l’ennesima tappa della campagna itinerante di solidarietà con le Mani Rosse e la seconda del piccolo tour informativo milanese sulla vicenda. Durante la serata: materiale informativo, gadgettistica, libreria, mostra fotografica, street art visualz ed esposizione di alcune delle opere donate da artisti bergamaschi in occasione di Solidarte. Non mancate bastardi!
>>>Per tutto il mese di dicembre dieci giovani artisti e artiste esporranno le loro opere a sostegno dell’Esercito Creativo delle Mani Rosse.
>>>Ogni artista donerà il frutto del proprio lavoro in favore dei tre giovani condannati per la guerriglia comunicativa delle Mani Rosse.
>>>Ogni visitatore e visitatrice potrà contribuire concreatamente al sostegno legale dei tre delle Mani Rosse acquistando una delle opere esposte.
La solidarietà è un arma, usala!
Venerdì 12 dicembre 2008, ore 19 >> innaugurazione della mostra / aperitivo con buffet / reggae dj set
Sabato 27 dicembre 2008, ore 19 >> vendita ad asta delle opere donate / aperitivo di chiusura
Siamo lieti di invitare tutti e tutte voi alla prima notte delle Mani Rosse. Venerdì 31 ottobre, presso il centro sociale Pacì Paciana di Bergamo, in contemporanea con l’appuntamento "Con ogni mezzo necessario", serata di comunicazione e solidarietà in favore delle Mani Rosse e in difesa dell’arte di strada. Non mancate, la solidarietà è un’arma!!
>>ore 22 halloween tresh contest
una sfida senza quartiere sulle note della peggiore musica ’70/’80/’90
bravi ragazzi vs the frankie family vs pink violence squad vs dj zoccolo
>>ore 19 arte clandestino
^^incontro/aperitivo^^
anteprima del documentario sulle mani rosse e allegro aperitivo con buffet
^^mostra fotografica collettiva^^
originale censimento della comunicazione murale cittadina
^^proiezione continua^^
video-fanzine a ciclo continuo sul writing europeo
^^spazio espositivo^^
stand informativo "mani rosse"
Le pareti del centro sociale Pacì Paciana di Bergamo per oltre un decennio hanno offerto un libero spazio espositivo (in continua evoluzione) per writers, artisti di strada più o meno improvvisati e grafomani di ogni risma. Purtroppo nel corso dei lavori di messa a norma dello stabile molti graffiti e disegni storici se ne sono andati per sempre, lasciando il posto ad un velo di deprimente tempera bianca.
Nell’anno accademico 2007/2008, nell’ambito del corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Bergamo, ha avuto luogo un seminario di Pedagogia Sperimentale sul tema della comunicazione murale nel contesto urbano, tenuto dal dottor Enrico Valtellina (tra i firmatari della lettera di solidarietà con le Mani Rosse). Il gruppo di lavoro sorto nel corso del seminario ha prodotto un’approfondita e inedita mappatura dei segni murali presenti nella città di Bergamo: graffiti, tag, scritte di ogni genere, stencil, adesivi, simboli, disegni e quant’altro. I risultati della ricerca sono raccolti in un sito web, dove sono state archiviate oltre 700 immagini. Consigliamo assolutamente la visione di questo prezioso strumento di memoria collettiva.
Un marchio alla mano è un
marchio a portata di mano,
un marchio alla portata di tutti e tutte. Un marchio alla mano deve
essere, in quanto tale, liberamente fruibile da chiunque. Il marchio
della mano deve essere un marchio collettivo, su cui nessuno può
pretendere esclusive. Il marchio per la mano, come potrebbe
non essere alla mano?
Sei un grafico? Vuoi manifestare la tua
solidarietà nei confronti delle Mani Rosse? Partecipa al
concorso “Un marchio alla mano” e contribuisci così alla
realizzazione del marchio aperto dell’Esercito Creativo delle Mani
Rosse. Il marchio migliore verrà adottato dal progetto di
solidarietà verso i tre condannati per la guerriglia
comunicativa delle Mani Rosse.
Il marchio sarà impiegato da
subito nella realizzazione delle magliette delle Mani Rosse e il
ricavato sarà investito nella campagna di solidarietà.
Le magliette saranno autoprodotte artigianalmente presso la
serigrafia dell’Associazione Culturale “Gatto Quadrato”. Il
vincitore del concorso riceverà in regalo la prima maglietta
serigrafata, insieme ad un simpatico omaggio.
Per difendere il marchio dal mercato e
dai suoi sciacalli, esso dovrà essere registrato dal suo
autore come donazione al pubblico dominio (creative commons). Il
marchio dovrà pervenire entro e non oltre domenica 19 ottobre
2008. Il marchio dovrà essere monocolore rosso e le sue
dimensioni, a prescindere dalla forma, dovranno essere inscrivibili
in un modulo quadrato di 21 centimetri di lato.
Partecipa al concorso e diventa
complice della cospirazione delle Mani Rosse!
Per inviare il marchio da te realizzato
o chiedere ulteriori informazioni: manirosse@canaglie.org
Giovedì 18 settembre 2008 si è celebrata la prima e unica udienza del processo a nostro carico per la vicenda delle Mani Rosse. La conclusione è giunta solo pochi minuti dopo l’ingresso in aula del giudice, con la nostra decisione, per molti e molte di voi senz’altro inattesa, di accettare il patteggiamento della pena. Per noi, ciò ha comportato una condanna a 6 mesi di reclusione, convertibile in una cifra che, sommata alla sanzione amministrativa comminata dal giudice, si aggira intorno ai 7.000 euro cadauno. All’ammontare andrà poi sommato il risarcimento delle spese legali sostenute dal Comune di Bergamo, oltre a quelle sostenute da noi altri, per un totale di circa 26.000 euro complessivi.
Se già da un punto di vista economico la pena patteggiata non appare indolore, lo è ancora di meno se commisurata alle nostre aspirazioni. La scelta stessa di patteggiare, infatti, non è stata assunta a cuore leggero. Ci si profilava l’eventualità di sostenere un’estenuante battaglia processuale in cui avremmo avuto sì l’opportunità di mettere a nudo l’assurdo disegno repressivo ordito nei nostri confronti e l’occasione per portare alla luce un dibattito da cui crediamo dipenda il futuro di forme espressive, quelle di strada per l’appunto, ancora oggi tristemente relegate ai margini della legalità, ma che avrebbe previsto un risarcimento stratosferico in caso di condanna (eventualità non troppo remota, vista l’accusa di concorso morale). Il fatto di non poter risarcire una somma simile (che avrebbe potuto superare anche i 150.000 euro) avrebbe comportato, a tempo indeterminato, il pignoramento di ogni bene mobile e immobile a noi intestato e la sottrazione sistematica di una quota del nostro stipendio. La nostra è stata una scelta molto combattuta, ma obbligata, viste le premesse e il clima di sostanziale isolamento in cui ci siamo trovati sin dai primi giorni.
Il patteggiamento ha offerto una scappatoia tecnica, aggirando le richieste di risarcimento e rinviandole alla sede civile, dove, spiegato in termini profani e sintetici, ogni querelante intenzionato a farsi risarcire avrà l’onere individuale di provare la nostra responsabilità materiale di ogni singola mano, senza la possibilità di ricorrere all’accusa di “concorso morale”. I primi effetti della nostra scelta tecnica si sono già manifestati nell’udienza di giovedì 18 settembre: nessun querelante si è presentato in aula, rinunciando persino al rimborso delle spese legali. Ciò rappresenta una falla nella strategia repressiva della Questura (che aveva raccolto direttamente le querele, casa per casa) e una piccola vittoria per noi.
Tuttavia la vicenda delle Mani Rosse non si conclude qua. Il Comune di Bergamo, unico a costituirsi parte civile e a presidiare l’udienza nella persona del suo legale rappresentante avvocato Mauro Angarano, può ancora invocare il risarcimento in sede civile, al pari di ogni altro querelante. Ciò, seppure nella nuova e più favorevole situazione configuratasi con il patteggiamento, continua a costituire una concreta minaccia. Non devono essere dimenticati poi i 26.000 euro che, in capo a 12 mesi, saremo chiamati a pagare, più le spese legali da noi sostenute in prima persona. Non è tutto: l’esperienza delle Mani Rosse, infatti, non può essere liquidata con il pagamento di una, seppure ingente, somma in denaro.
Crediamo che la storia delle Mani Rosse, ben oltre i confini cittadini di Bergamo, sollevi una serie di questioni più generali, che attengono alla libertà d’espressione e di comunicazione creativa da un lato e alla vivibilità e alle modalità di fruizione degli spazi urbani dall’altro. Indifferenti al pronunciamento di qualsivoglia Tribunale, rimettiamo la cospirazione delle Mani Rosse e la nostra storia alla strada e per la strada, persuasi che dalla strada giungerà l’unica sentenza che siamo disposti a riconoscere come tale. E’ la strada il luogo in cui vogliamo costruire il confronto sulla nostra esperienza e sviluppare la rete di solidarietà di cui abbiamo bisogno per sostenere il carico della repressione pecuniaria che pende su di noi. La nostra battaglia continua, per vincerla abbiamo bisogno anche del vostro aiuto!
I tre delle Mani Rosse
“Non ci spaventano i check point lungo il viaggio, non basta un’imboscata a fermare il mio passaggio” ("Quasi come vivo", Assalti Frontali)
Il
csa PacìPaciana ha voluto esprimere oggi la solidarietà ai ragazzi
“delle mani rosse”, in seguito alla sentenza di giovedì 18 settembre,
realizzando una murata che recita il motto “Tana Libera Tutti”: è
stata, come dire, la nostra firma alla lettera aperta pubblicata qualche giorno fa dai ragazzi.
Da sempre sostenitori della street art,
in quanto manifestazione spontanea e dal basso, rivendichiamo
l’utilizzo della pratica e la riappropiazione degli spazi visivi della
nostra città; per questo ai tre ragazzi va tutto il nostro appoggio e
supporto, viste anche le ingenti spese che si troveranno costretti a
sopportare alla luce dell’esito processuale.
Mentre la G.A.M.E.C. organizzava per oggi un evento dedicato all’ “arte di strada”,
con ospiti da tutta Italia, molto spesso artisti che si trovano a
operare in situazioni che in molti definirebbero illegali, si celebrava
il processo agli autori delle mani rosse, trattati ai tempi dei fatti
come veri e propri criminali, ma in realtà artisti esattamente come quelli ospiti oggi a Bergamo…
Tana Libera Tutti!